TORNEREMO PRESTO INSIEME

La nostra Associazione, dopo un arresto forzato di circa tre mesi è pronta a riprendere la sua attività nella nostra nuova sede in via San Tommaso 9. Vi faremo sapere da quando sarà possibile accedere.

In questi giorni, infatti, si stanno eseguendo tutte le procedure per la sanificazione dei locali e per mettere in atto le norme contenute nel DPCM 26 aprile 2020 in modo da garantire la tutela della vostra salute dal possibile contagio da Covid-19. 

E’ ora di ripartire con le nostre attività con le dovute precauzioni dal momento che sappiamo che il virus Covid 19 è ancora presente tra di noi.

Abbiamo parlato di giuste precauzioni e per questo motivo, vi faremo sapere da quando potremo riprendere gli appuntamenti che saranno tutti programmati ed avranno orari precisi. Occorrerà inoltre venire muniti di mascherina e guanti.

Per rimanere sempre aggiornati, sulle molteplici dimensioni della crisi che ci sta colpendo, Tempus Vitae ha creato una pagina Facebook con cui cerca di dare un contributo di utilità e valore fornendo approfondimenti. Questo vuole anche essere un segno di attenzione e “responsabilità sociale” verso tutti noi che in questo momento ci troviamo spaesati: www.facebook.com/Generazionecovid19

RACCOLTA FONDI "THINK DIGITAL"

Il lento processo di digitalizzazione della scuola italiana ha subito un’accelerazione improvvisa in seguito all’epidemia di Covid-19. Da un giorno all’altro, gli studenti si sono trovati nell’impossibilità di recarsi a scuola e i professori a poter contare solo sulla tecnologia per restare in contatto con loro.

Un’accelerazione che ha messo in luce le differenze in termini di preparazione e competenze digitali dei vari istituti, ma che le scuole e i professori più attrezzati hanno potuto cogliere al volo.

Non tutte le famiglie sono però attrezzate in egual modo, a livello di dispositivi e spesso anche di connessioni internet.

Think Digital è il progetto di raccolta fondi promosso dall'associazione Tempus Vitae , da Gentlefolk Club, in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola e ai Servizi Educativi del Comune di Terni, per dare l'opportunità agli alunni in situazioni di difficoltà economica di scuole primarie e secondarie in primis, prioritariamente, del comprensorio ternano di poter seguire gli studi a distanza. Per tale progetto i promotori si avvarranno per gli aspetti tecnici-operativi dell’assistenza della società Eatech srl.

Il prolungarsi dell'assenza fisica dalla scuola sta creando non solo problematiche di carattere sanitario, ma anche grave disagio a bambini e ragazzi che si trovano spesso isolati nelle loro abitazioni con rischio di dispersione scolastica. In particolare il progetto ha l'obiettivo di raccogliere fondi per l'acquisto di pc/tablet/soluzioni informatiche che diano la possibilità ai ragazzi meno abbienti di poter seguire al meglio le attività scolastiche senza perdere opportunità culturali e di valorizzazione della loro formazione.

Le strumentazioni che si acquisteranno, con i fondi raccolti, saranno destinate agli istituti scolastici (primarie e secondarie in primis) i quali destineranno tali strumentazioni ai ragazzi più bisognosi.

Di seguito il link alla piattaforma di crowdfounding dove poter donare: www.gofundme.com/f/think-digital





POST EMERGENZA, I POSSIBILI SCENARI PER IL MONDO DELL’ARTE

Ormai è chiaro a tutti, quello a cui stiamo andando incontro sarà un futuro diverso, cambiato nei modi, nella sostanza e nelle dinamiche, anche per il mondo dell’arte. Sebbene non ci è dato di sapere come cambierà, in che termini e a quale prezzo, è possibile prevedere che comunque l’impatto del cambiamento sarà forte.

Possiamo già intuire che si modificherà il nostro approccio all’arte nella fruizione, comunicazione, acquisizione e circolazione, sarà certamente diverso se non altro per la grande “corsa all’oro digitale” che si osserva in queste settimane su scala internazionale.

La digitalizzazione ha fatto dunque il suo ingresso dirompente nel mondo dell’arte. Da questo dato è bene partire, consapevoli che sarà l’indiscussa protagonista del nostro futuro.

Questo tempo di pausa però può essere utilmente impiegato per ipotizzare gli scenari futuri nel mondo dell’arte. Per esempio, pensando a come adattare modelli di business, attività e competenze professionali, a come intercettare le dinamiche post emergenza.

Gallerie, operatori di mercato, musei

Le gallerie potrebbero essere quelle maggiormente e più velocemente chiamate a modificare i propri modelli di business, per far fronte agli alti costi delle sedi fisiche, dei dipendenti, alla mancanza di clienti e di incassi. Mancheranno nell’immediato le fiere, i vernissage e finissage delle mostre. Si farà invece impellente l’esigenza di guardare al sistema “online” con maggiore attenzione e serietà. Il mercato in rete potrebbe essere un’occasione di promozione e vendita, oppure di internazionalizzazione con la ricerca di nuovi mercati e potenziali collezionisti.

Gli operatori del mercato come le case d’asta sono già pronti da diverso tempo con le loro piattaforme digitali di vendita. Inizieranno a saggiare il mercato con qualche asta accessibile a un pubblico più ampio, restando pronte in caso ulteriori rinvii a presentare, sempre online, aste con opere più costose.

I musei, principalmente quelli pubblici, riprenderanno un’attività regolare, ma più consapevoli del potere dell’online e del suo nuovo pubblico. Sarà per i musei l’occasione, non più rinviabile, per strutturarsi con una maggiore presenza e offerta digitale di fruizione, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Sarà, non solo auspicabile, ma molto probabile che verranno riservati appositi finanziamenti, anche in ambito europeo.

Artisti e fiere

Gli artisti restano la parte debole del sistema. A loro spetta il compito di capire, prima degli altri, come e quale direzione prenderà la società post virus. Nell’attesa potrebbe essere utile ricercare nella presenza online l’occasione per cogliere i numerosi collezionisti e appassionati che, in queste ore, animano i social network quale possibile punto di ripartenza.

Le fiere sono quelle maggiormente penalizzate dalla inagibilità degli spazi fisici, e con loro tutti gli operatori specializzati che gravitano attorno alle manifestazioni. Certamente, mentre si assisterà ad una serie di rinvii per le fiere, prenderanno piede i test online, private e public preview che, per ora, piacciono, ma non convincono del tutto.

Collezionisti e professionisti

Nell’Italia dell’arte i danni economici saranno inevitabilmente pesanti, scaricandosi su un settore che già mostrava le sue problematiche per situazioni pregresse.

È probabile che la crisi si farà sentire soprattutto per il mercato di fascia medio/bassa (opere dai 5.000 ai 100.000 euro). Qui, vi figurano fra gli altri imprenditori, appassionati e collezionisti occasionali. Viceversa, è ipotizzabile che per gli HNWIs (High Net Worth Individuals), una volta stabilizzate le borse e le proprie attività, potrebbe essere più veloce la ripartenza, anche per cogliere meglio le occasioni che si presenteranno.

I collezionisti verosimilmente saranno sempre presenti, seppure intimoriti per quanto accade anche per le loro attività personali e lavorative, ma resteranno sempre più presenti e attivi online per soddisfare la propria sete di sapere, conoscere, collezionare arte e scoprire nuovi artisti.

I professionisti del settore saranno chiamati a reinventarsi, a studiare l’utilizzo dell’online nelle loro attività, comprese quelle afferenti ad un vero e proprio processo di personal branding volto a soddisfare le nuove esigenze che si presenteranno.

Arte e scenari digitali: fra qualità e detox

Ci sarà da parte di tutti una corsa all’online. Alla possibile frenesia iniziale nell’acquisto di servizi, siti e “vetrine” promozionali di vario genere, sino a capire, sulla propria pelle, che anche questo tipo di presenza ha un suo costo non irrisorio.

I meno strutturati si renderanno conto che anche online è fondamentale la qualità. I contenuti dovranno essere sempre progettati, creati, gestiti e organizzati per il pubblico, che non è tutto uguale o immediatamente “performante”.

Parimenti si può ipotizzare, nell’immediatezza del post coronavirus, un calo della quantità dei contenuti prodotti e visionati dal pubblico. Motivo? Un naturale periodo di “detox” digitale a favore della fisicità ritrovata! Le opportunità saranno tantissime per chi le saprà cogliere. Anche i problemi però saranno tantissimi, per chi deciderà di non affrontarli con le giuste precauzioni, lungimiranza ed intraprendenza. Ora è arrivato il momento di pensarci concretamente ed iniziare a prevedere una risposta sul domani dell’arte.

di Andrea Concas, "Fondatore e CEO della startup dell’arte Art Backers e di Art Rights, piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte e di ArtCollateral, primo escrow agent per l’Art Lending. Autore di libri, docente e speaker, ogni giorno parla e scrive di Arte & Innovazione come divulgatore e tramite ProfessioneARTE, la prima community online per i professionisti del mondo dell’arte".

Associazione di Promozione sociale Tempus Vitae

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